L’estratto di patata aiuta a “resistere” agli zuccheri

E chi l’avrebbe mai detto che le patate fanno dimagrire!? In realtà, recentissimi studi scientifici hanno dimostrato che un particolare estratto della buccia del Solanum Tuberosum (nome scientifico della patata) “accende” una specie d’interruttore biologico che migliora il metabolismo del glucosio, permettendo a questa sostanza di “essere bruciata” invece che essere trasformata in grasso.
Sorprendente, vero? Ma le sorprese non finiscono qui. Infatti, è nella parte della patata che normalmente gettiamo che si nascondono i protagonisti di questa rivoluzione!

E’ proprio la buccia della patata che contiene i polifenoli (Acido Clorogenico e Acido Ferulico), due sostanze che uniscono in se la qualità di antiossidanti e di “controllori della glicemia” (concentrazione nel sangue dello zucchero glucosio). Insomma, è grazie alle bucce delle patate che riusciremo a resistere a quella fatale voglia di zuccheri.
La forma fisica è strettamente legata ai livelli di glucosio che assumiamo con la dieta. Un migliorato metabolismo degli zuccheri è infatti correlato ad un miglior controllo del peso corporeo. L’aumento della glicemia determina l’innalzamento dei livelli d’insulina, l’ormone che permette l’entrata dello zucchero nelle cellule. Purtroppo, quando le cellule sono troppo sollecitate da un continuo “bombardamento” di glucosio e d’insulina, tendono a diventare “resistenti” cioè insensibili all’ormone .
Le conseguenze immediate dell’insulino-resistenza sono l’aumento della glicemia e l’aumento del peso soprattutto nella zona addominale (la pancia!). Ma l’aspetto estetico è secondario, dal momento che non intervenendo per tempo, la situazione può aggravarsi e gli esiti evolveranno nel diabete 2 e nella sindrome metabolica.
Per non parlare degli effetti sull’umore. Un alto indice glicemico può anche abbassare, nel cervello, i livelli di dopamina, un importantissimo neurotrasmettitore (una sostanza che permette la trasmissione degli impulsi nervosi). Bassi livelli di dopamina portano all’assenza di piacere, all’incapacità di sentire amore, all’apatia, alla diminuzione della memoria, dell’attenzione e della capacità di risolvere i problemi. Tutto ciò conduce a una maggiore ricerca di zucchero il tutto in un circolo vizioso che si autoalimenta e che, in un percorso di dimagrimento, potrebbe rallentare il raggiungimento dei risultati.
Per farla facile e breve, l’aumento della glicemia determina una vera e propria dipendenza dai carboidrati, facendo letteralmente “saltare” i meccanismi di regolazione del cosiddetto carb-craving , la “brama di carboidrati”, uno degli istinti più primordiali del genere umano.

Le conseguenze sul peso, sull’umore e sulla salute sono, ahinoi, quotidianamente sotto i nostri occhi. Ma qui scende in campo la “Patata”, anzi la sua buccia, da cui si ricava il sorprendente “estratto di patata”. Studi farmacologici hanno dimostrato che l’estratto di patata abbassa la glicemia e induce una significativa riduzione di grasso. L’estratto si è dimostrato anche capace di migliorare il metabolismo del glucosio e di attenuare l’insulino resistenza.
L’estratto di patata ha dato promettenti risultati nel riportare nella norma tutti i parametri che determinano la resistenza all’insulina, l’aumento del peso e la fame di carboidrati. Quindi se si fatica a stare a dieta, se si tende a metter su chili proprio sulla pancia, se non si riesce a resistere al pane, alla pasta, alla pizza, ai dolci. Insomma, se i “carboidrati” sono il punto debole, allora l’estratto secco di patata* è perfetto.

*Generalmente l’estratto secco di patata si trova in compresse, associato altre piante utilizzate per il controllo della glicemia e della cosiddetta “fame nervosa” (Garcinia, Berberi, Griffonia, ecc).